Stampa

Botticelli raffigurò un chihuahua nell'Opera "Prove di Mosè"

Posted in La Sua Storia

 

Il 27 ottobre 1480 Sandro Botticelli, insieme ai suoi collaboratori, fu convocato a Roma  da Lorenzo dè Medici, per una politica riconciliativa verso gli alleati, Sisto IV e Ferdinando I d'Aragona, che voleva avvenisse attraverso scambi culturali.
Per la Cappella Sistina avrebbe dovuto raffigurare la continuità tra Vecchio e Nuovo Testamento e la trasmissione della legge divina dalle tavole della Legge al messaggio evangelico di Gesù.
Botticelli, con numerosi aiuti che richiedeva la vastità e complessità di un'opera del genere, dipinse tre scene: l’uccisione di un egiziano che aveva percosso un ebreo, la fuga nel paese di Madian, l’incontro con alcune fanciulle locali e l’abbeveramento del loro gregge, l’apparizione del Signore da un cespuglio di fuoco (a sinistra) e, in alto al centro, l’apparizione di Dio che invita Mosè a togliersi le scarpe al Suo cospetto (Esodo 2,11-20 e 3,1-6).
Guardando questo dipinto, che venne intitolato "Prove di Mosè" gli studiosi dedussero che il Chihuahua arrivasse dall'Isola di Malta perchè sulla destra del quadro vi era raffigurato un ragazzo con in braccio un cagnolino con la testa rotonda, occhi grandi, grandi orecchie, e altre caratteristiche simili a quelle del Chihuahua. L'opera fu terminata dieci anni prima di Colombo, quindi sarebbe stato impossibile per Botticelli aver visto un cane messicano, eppure in quel dipinto vi è raffigurato un animale straordinariamente simile ad un Chihuahua.

Una teoria questa che fa sorgere tanti dubbi.

FACEBOOK



Condividici sui Social

Instagram

Instagram

BANNER

 

Vuoi inserire il tuo banner?

CONTATTACI