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Fasi d'imprinting e socializzazione del cucciolo

Posted in Cucciolo in arrivo

Le fasi di imprinting sono diverse fasi di sviluppo di un cucciolo:

1. Fase neonatale(0-3 settimana di vita);

2. fase di transizione(terza settimana di vita);

3. fase dell'imprinting o "periodo sensibile" (3-8 settimane di vita);

4. fase della socializzazione(8-12 settimane di vita);

5. fase di ordinamento gerarchico(13-16 settimane);

6. fase di ordinamento del branco(4-6 mesi).

1. Il cucciolo appena nato è sordo e cieco, non è quindi possibile interagire veramente con lui, almeno non consapevolmente[ Anche se degli studi recenti ci dicono che qualcosa può filtrare verso il cucciolo, addirittura ancora nella pancia della mamma].

 

2. Tra i dodici e i quindici giorni il cucciolo apre gli occhi ma ancora non vede nulla. Verso i venti giorni la vita comincia a funzionare e si cominciano a riconoscere la mamma, non più come "latteria", e i fratellini, non più come fonte di calore. Se entrano in contatto con esseri umani o altri animali non ne prendono neppure atto, questo però fino alla terza settimana. Dopo di che la reazione a contatto con qualcosa di diverso dalla mamma e i fratellini è solo ed esclusivamente paura.
A sedici giorni, i cuccioli cominciano la socializzazione, scodinzolando alla mamma, dandole colpetti al muso, giocando e ringhiando!

 

3. La vita dei cuccioli comincia ufficialmente. Ora possono vedere, sentire, camminare, mangiano da soli ma soprattutto iniziano i loro rapporti sociali. Se l'uomo vuole entrare a far parte della vita del cucciolo, facendogli credere di essere della sua stesse specie, deve approfittare di questa delicatissima fase che viene chiamata Imprinting. C'è da sottolineare che il meccanismo dell'imprinting è utilizzato per gli uccelli, per esempio le oche. Esistono sostanziali differenze tra uccelli, in questo caso le oche, e i cani: le oche vanno a senso visivo, i cani sono aiutati dal loro olfatto. Se i pulcini vedono per primo l'uomo, per loro quello sarà la loro mamma; per i cani può essere così finchè non incontrano un loro simile, che riconosceranno grazie al loro stesso odore.
Tutto ciò per dire che è assolutamente indispensabile che si "imprintino" correttamente i cuccioli, cosa che tutti gli allevatori sanno e sanno fare, mentre non sempre lo stesso accade per i privati.
Un buon imprinting in fondo non è cosi difficile da dare; l'importante è maneggiarli, giocarci e farsi annusare da loro. Se il cucciolo non riceve l'imprinting nelle settimane giuste non c'è più nulla da fare purtroppo, e l'uomo sarà considerato a vita un essere diverso, da vedere come preda o predatore.
In piena fase imprinting, quindi tra i 50 e i 70 giorni arriva anche il periodo di "impronta alla paura", in cui i cuccioli cominciano a considerare pericolosi gli esseri viventi, ma anche i suoni e gli oggetti che hanno dato loro un'impressione negativa. Questa, infatti, è l'età in cui i cuccioli, in natura, cominciano a esplorare il mondo circostante e devono capire al volo (e una volta per tutte) quali sono i pericoli da evitare.

 

4. In questa fase il cucciolo, per natura, comincia a lasciare la proprio “tana”. Va assolutamente portato a conoscere altri cani e necessariamente un buon numero di persone (per evitare che cresca rissoso verso i simili, e diffidente verso la gente).
Come abbiamo detto, l’imprinting è fondamentale ma non basta a creare un cane socievole: serve per indurre il cucciolo a capire che può fidarsi di noi, e che facciamo parte della sua famiglia. Ma la socializzazione serve ad estendere i rapporti sociali verso persone estranee alla famiglia, quindi al branco, e riconoscere chi può essere un pericolo e chi/cosa può essere amichevole.
Il cucciolo ha bisogno di socializzare con diverse tipologie di persone, che sia il bambino, che sia una persona in divisa, con il camice o di diverso sesso da quella che è abituato a vedere; e così vale per tutti gli altri tipi di animali.

 

5. Intorno ai tre mesi i cuccioli cominciano a stabilire “gerarchie” precise tra loro: non si decide solo il più forte, ma anche il più intelligente e svelto per affrontare delle nuove situazioni. Il più intelligente è quello che riesce anche a procurarsi il cibo, cosa che lo porta ad essere anche più forte fisicamente.

 

6. In questa fase, che inizia quando ancora si decide l’ordinamento gerarchico, i cuccioli imparano anche a collaborare tra loro e scoprono come unire le loro forze per fronteggiare il pericolo. Il capo branco interviene molto attivamente nella formazione dei giovani.

Queste fasi, oltre a contribuire alla capacità di rapportarsi con persone e cani estranei, contribuiscono anche alla futura sociabilità( che è la capacità di considerare l’uomo come un suo conspecifico; e dipende sostanzialmente dall’imprinting e quindi è responsabilità dell’allevatore) e alla futura docilità (l’attitudine a considerare l’uomo superiore gerarchico, e come tale ad obbedirgli; è quindi nostro compito occuparci della socializzazione del nostro cane).

Fonte: “Il chihuahua” di Valeria Rossi e Paolo Tartaro

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