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Taglio di orecchie e coda per i cani

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TAGLIO DI ORECCHIE E CODA PER I CANI, IL MINISTRO FAZIO “INTERPRETA” LA CONVENZIONE DI STRASBURGO



Il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, apre ai cacciatori con una nota “interpretativa” che ribalta quanto stabilito dalla Convenzione Europea di Strasburgo in materia di protezione degli animali da compagnia. La Convenzione ha infatti stabilito un principio generale secondo cui i cani non possono essere soggetti a interventi medico-veterinari di natura estetica, come lo sono il taglio di coda e orecchie, a meno che non siano resi necessari da motivi di medicina veterinaria o dalle condizioni di salute dell’animale. “Il ministro Fazio, invece, con un vero e proprio volo pindarico dilata fino all’inverosimile questa norma introducendo una deroga costruita a misura dei cacciatori”, spiega l’Enpa. E per i quattrozampe c’è anche la beffa. Infatti, come si può leggere nella nota a firma di Fazio, l’eccezione è motivata dalla (presunta) necessità di tutelare proprio ciò che viene leso: la salute degli animali. I cani dei cacciatori, secondo il nostro Ministro della Salute, sarebbero coinvolti in attività “espletate in condizioni ambientali particolari, quali in zone di fitta vegetazione che, comportando un elevato impegno motorio, espongono notoriamente l’animale al rischio di fratture, ferite e lacerazioni della coda, con ripercussioni sulla salute e sul benessere dello stesso.” “Dire che sono allibita è un eufemismo – aggiunge Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa -. Oltre a ritenere ammissibile una pratica che personalmente ritengo una forma di maltrattamento, poiché non ha altra giustificazione se non quella di soddisfare un vezzo narcisistico, il Ministro pretende addirittura di giustificarla con la tutela degli stessi cani”. Se la questione fosse effettivamente nei termini proposti da Fazio, osserva provocatoriamente l’Enpa, allora tutti i quattrozampe che scorrazzano liberamente nei nostri boschi o nelle nostre campagne – ovvero nelle zone “di fitta vegetazione” – sarebbero a rischio di incidenti e dovrebbero quindi essere sottoposti al taglio della coda e delle orecchie. “Ovviamente – prosegue Rocchi - così non è. La controprova all’infondatezza delle argomentazioni la fornisce la stessa Convenzione di Strasburgo che difatti non prevede alcuna deroga a favore dei cacciatori. Evidentemente, il Ministro presta attenzione alle voci di un’unica fonte che, notoriamente, non è la più attendibile.” (22 marzo)
Fonte: www.enpa.it/

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