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IL CANE E IL DEBARKING

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Dopo alcuni decenni in cui veniva normalmente praticato, sembrava fosse caduto in disuso, soprattutto tra i giovani veterinari e sostenitori dei diritti degli animali. Ma oggi, negli Stati Uniti si torna purtroppo a parlare di debarking.

Che cos’è il debarking? Il debarking è niente meno che il taglio delle corde vocali del cane, un intervento effettuato in anestesia totale, attraverso la bocca o attraverso un’incisione prodotta nella laringe. Ma perché arrivare a recidere le corde vocali di un cane? Beh, la risposta non è difficile da immaginare: l’abbaio eccessivo.

Sembra che l’abbaio eccessivo sia infatti, il motivo, forse principale, delle innumerevoli controversie tra padroni di animali e vicini di casa; basti pensare che nella città di New York, lo scorso anno sono state presentate ben 6.622 cause di reclamo. Ma cosa pensano i medici veterinari della sciagurata pratica del debarking?

Ebbene, sempre secondo il Times, se da un lato molti medici si rifiuterebbero di eseguire l’intervento per ovvii motivi di carattere etico, altri sarebbero disposti ad eseguirlo, alcuni evitando accuratamente di pubblicizzarlo e altri arrivando addirittura a esserne veri e propri sostenitori, proponendolo ai loro clienti come rimedio ideale, utile a preservare il povero animale dal rischio di finire abbandonato in un canile o peggio ancora di essere abbattuto. Ma si tratta di un rimedio ideale per il cane o ideale per il padrone?

Il debarking, oltre a trasformare l’amico a 4 zampe in una sorta di whisper dog, ossia un cane sussurrante capace di emettere soltanto un suono rauco, sussurrato, lo priva crudelmente di uno dei pochi mezzi che ha per comunicare. Oltre a ciò, secondo un medico del Collegio di Medicina Veterinaria presso l’Università della Florida, sembra che l’intervento possa portare anche alcune complicanze, come ad esempio l’accumulazione di tessuto cicatriziale in eccesso nella gola, che renderebbe difficile la respirazione.

Quindi, in conclusione: debarking sì o debarking no? In Italia il dilemma non si pone in quanto, ricordiamo, il taglio delle corde vocali, così come quello delle orecchie e della coda, è severamente vietato dalla Normativa del 3 marzo 2009 (Articolo 2) del Ministero della Salute. Ma aldilà dei divieti, qualsiasi persona dotata di un minimo di capacità critica può comprendere che la pratica del debarking è una vera e propria crudeltà, una spietata violenza nei confronti delle malcapitate bestiole che, inermi, non possono far altro che subire ed accettare simili mutilazioni senza avere alcun diritto di replica.

Fonte: vita da cani

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