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Nuove forme di trattamento negli animali domestici

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Agopuntura: i motivi di una scelta.


Un crescente numero di proprietari d'animali domestici si rivolge al veterinario per avere consigli circa l'impiego di metodi di cura non convenzionali nel trattamento di patologie anche molto diverse.
D'altra parte, il ricorso alle medicine complementari, tra cui l'agopuntura, ha subito negli ultimi anni un notevole incremento, specie nei paesi occidentali. Come conseguenza di tale fenomeno sociale, un numero sempre crescente di proprietari, dopo averne sperimentato personalmente l'efficacia, decide di estendere al proprio pet lo stesso sistema di cura.
I motivi di tale diffusione sono diversi, il primo è senza dubbio la scarsa tossicità delle medicine non convenzionali che, nel caso dell'agopuntura, risulta essere addirittura nulla. L'agopuntura è, infatti, una metodica terapeutica che non prevede la somministrazione di sostanze farmacologiche, dal momento che l'infissione degli aghi può da sola evocare il processo di guarigione.
Molto spesso il riferimento all'agopuntura veterinaria è associato a trattamenti per la terapia del dolore. In realtà, questa è una visione assai parziale del potenziale d'impiego di questa medicina antica eppure profondamente radicata nelle più moderne concezioni scientifiche.
Agopuntura veterinaria: origini e diffusione.
L'agopuntura ha origini antichissime. Sulla base di reperti archeologici e dati estrapolabili da opere successive, si ritiene sia nata e diffusa durante il neolitico (8000 a.C.) e venisse praticata con l'ausilio di bastoncini di bambù e pietre appuntite sia nell'uomo che negli animali.
Le prime notizie certe sull'uso degli aghi a scopo terapeutico in medicina veterinaria risalgono circa al 1766 a.C e testimoniano di trattamenti effettuati su cavalli affetti da diverse patologie.
In Cina, il cavallo rivestiva un ruolo di grande importanza e già ai tempi dell'imperatore Zhou Mu (974-928 a.C.) esistevano "sacerdoti dei cavalli" che praticavano l'agopuntura, ma è soltanto intorno al 1000 d.C che i veterinari cominciarono a ricevere un'istruzione medica formale nella quale l'agopuntura rappresentò il principale insegnamento.
L'agopuntura veterinaria dunque, condivide con quella umana la stessa antica radice teorico-filosofica, sebbene si avvalga di uno sviluppo autonomo in virtù dei differenti processi fisio-patologici peculiari di ciascuna specie animale.
L'agopuntura è senza dubbio la branca della medicina tradizionale cinese più nota in occidente. La sua diffusione dall'antica Cina, avvenne tra il XVII e il XVIII secolo grazie alle relazioni commerciali stabilitesi tra l'impero cinese e mercanti portoghesi, olandesi e veneziani.
Abbandonata nel periodo successivo, l'agopuntura torna a far parlare di sè negli anni 50, dapprima in Europa, grazie ai testi classici tradotti dal diplomatico francese Souliè de Morant e, successivamente negli USA nel 1972 in occasione della visita di Nixon in Cina: uno dei giornalisti al seguito del presidente, fu sottoposto ad un intervento chirurgico previo trattamento agopunturale per la necessaria analgesia. Le foto che documentavano l'episodio fecero il giro del mondo, con una tale risonanza sulla stampa internazionale che l'occidente cominciò ad interessarsi all'agopuntura ed ebbero inizio i primi scambi d'informazione tra accademici statunitensi e cinesi.
In Europa, l'agopuntura veterinaria si è diffusa a seguito di quella umana dapprima in Austria, Francia e Germania ed ha fornito il principale contributo alla sua applicazione nella clinica dei piccoli animali.

Agopuntura veterinaria: una medicina energetica.


La Medicina Tradizionale Cinese può essere definita, a tutti gli effetti, una medicina energetica che considera gli organismi viventi indissolubili dall'ambiente che li circonda.
Anticipando concetti di fisica che saranno dimostrati migliaia di anni più tardi, i cinesi intuirono che la materia è energia in continuo movimento e trasformazione e che la realtà, nelle sue molteplici manifestazioni, compreso l'organismo animale, è l'espressione di un'unica energia che essi definirono "Qi" (chì), ovvero energia vitale.
Non deve perciò stupire se uno dei postulati sui quali si basa il pensiero medico cinese è che il corpo animale è percorso da un flusso di energia continuo, il Qi.
Tale energia scorre, sia in superficie che in profondità, lungo un sistema di canali, definiti meridiani energetici, e compie nelle 24 ore un intero ciclo che rappresenta la prima definizione di bioritmo.
In modo semplicistico possiamo affermare che quando la circolazione energetica avviene in maniera armonica ed equilibrata l'organismo si trova in stato di salute, al contrario, quando sopraggiungono rallentamenti o impendimenti al libero fluire del Qi, si ha la comparsa del sintomo e della malattia la quale può, in ultima analisi, essere considerata uno "squilibrio energetico".

Agopuntura veterinaria: obiettivo del trattamento.


L'agopuntura consiste nell'infissione di sottili aghi in precise aree cutanee localizzate lungo il percorso superficiale dei meridiani energetici, definite "agopunti".
I meridiani attraversano l'intero organismo, raggiungono e prendono contatto con tutti gli organi e visceri. Grazie al loro tragitto più superficiale (cutaneo) provvisto dei suddetti agopunti è possibile agire in profondità e trattare le patologie delle strutture più interne.
La corretta apposizione degli aghi in corrispondenza degli agopunti, permette di agire sul flusso energetico del paziente allo scopo di ristabilire quell'equilibrio che risulta alterato nello stato di malattia. Gli agopunti dunque, possono essere considerati come "dispositivi" grazie ai quali è possibile interferire sullo stato energetico del paziente.
I meridiani energetici non riconoscono alcun supporto anatomico direttamente indagabile. Al contrario, indagini strumentali condotte sull'uomo e sugli animali, hanno accertato l'esistenza degli agopunti. Questi, sono aree cutanee delle dimensioni di pochi mm2. In loro corrispondenza vi è una minore resistenza elettrica rispetto a quella che si registra nel resto del corpo, fatto che determina una maggiore conducibilità degli stimoli. All'esame istologico gli agopunti si mostrano provvisti di una maggiore concentrazione di terminazioni nervose, capillari sanguigni e linfatici.

Agopuntura veterinaria: la centralità del paziente.


Sia nell'uomo che negli animali, la corretta stimolazione degli agopunti è in grado di attivare i processi difensivi che conducono al riequilibrio dell'organismo facendo ricorso al potenziale energetico presente in ciascun essere vivente. Caratteristica dei sistemi viventi, è quella di essere diversi tra loro, in continua evoluzione e sottoposti a variabilità, dunque suscettibili di reazioni differenti ad uno stesso stimolo.
Il concetto di diversità biologica tra gli individui implica l'impossibilità di stabilire un protocollo terapeutico unico e la soggettività nelle risposte impone che esso vada adattato di volta in volta alle necessità del paziente. E' questo il motivo che porta il terapeuta ad un diverso approccio che vede spostare l'attenzione dalla malattia al malato.
Per il medico veterinario diventa dunque indispensabile tenere in considerazione le caratteristiche genetiche e la tipologia dell'animale, la sua provenienza, le sue attitudini e l'interazione con l'ambiente che lo circonda.
In definitiva, l'unicità del paziente, comporta la responsabilità di scelte terapeutiche individuali e, a corollario, l'impossibilità di prescindere da quei fattori che, nel loro insieme, costituiscono il benessere dell'animale. Tra questi, assumono, dunque, importanza, anche le relazioni stabilite all'interno del nucleo nel quale il paziente vive.
Trattandosi nel caso della veterinaria di pazienti che non forniscono direttamente al medico i dati necessari alla formulazione di una corretta diagnosi, è fondamentale la collaborazione del proprietario. Normalmente, i proprietari che fanno ricorso all'agopuntura come scelta terapeutica, si dimostrano disponibili e aperti, e considerano un valore aggiunto il rapporto di stretta collaborazione che si viene a stabilire con il veterinario.

Agopuntura veterinaria: quando è utilizzabile.


Come già affermato in precedenza, l'effetto dell'agopuntura che più d'ogni altro ha destato interesse nel mondo occidentale è sicuramente quello antalgico. Ciò ha finito per ridurne, almeno in un primo momento, il solo uso a scopo riflesso-terapico antidolorifico, a discapito di quel complesso d'attività che, invece, rende l'agopuntura un sistema terapeutico completo.
Le numerose indagini sperimentali, condotte in oriente e in occidente, in campo umano e veterinario, oltre a documentare gli effetti terapeutici dell'agopuntura, hanno evidenziato importanti attività sul controllo del dolore e sull'induzione analgesica attraverso meccanismi neuroendocrini centrali e periferici. Altri effetti riscontrati sono quelli antispastici, decontratturanti, anti-infiammatori, immunomodulatori -con conseguente potenziamento delle difese contro agenti infettivi-. Ancora, sono stati documentati effetti antiemetici, vasomodulatori, ansiolitici e antidepressivi.
Appare evidente quanto siano molteplici i campi applicativi dell'agopuntura che, tuttavia, mostra la massima efficacia nel settore delle patologie funzionali nelle quali il danno organico-strutturale risulta minimo.

Agopuntura veterinaria: campi di applicazione.


In ambito veterinario l'agopuntura rappresenta un efficace presidio terapeutico in grado di integrare e completare i diversi sistemi di cure primarie rivolti ai nostri animali.
Le indicazioni più frequenti in medicina veterinaria sonole seguenti:

* trattamento del dolore acuto e cronico in corso di patologie osteoarticolari, quali artropatie e, in generale nelle affezioni muscoloscheletriche, dove l'agopuntura agisce sia sulla componente dolorifica che infiammatoria;
* patologie neurologiche;
* sindromi convulsive;
* protusioni e ernie discali;
* disordini gastroenterici quali diarrea e stipsi;
* patologie a carico dell'apparato riproduttivo maschile e femminile;
* incontinenza urinaria;
* patologie endocrine;
* sindromi ansioso-depressive;
* analgesia in corso di procedure chirurgiche, come parte del cocktail di protocolli anestesiologici o come unica procedura;
* rianimazione in caso di arresto cardiaco e respiratorio;
*supporto al paziente oncologico;
* miglioramento delle performances nel cane sportivo;
*supporto alle tecniche riabilitative e fisioterapiche;
* in associazione alle tecniche di mesoterapia tradizionale allo scopo di potenziarne e stabilizzarne gli effetti.

La totale assenza di effetti collaterali rende il ricorso all'agopuntura un valido supporto nella gestione di quei pazienti nei quali l'assunzione prolungata dei farmaci rappresenta un fattore di rischio non trascurabile, come nel caso di pazienti anziani, pazienti oncologici o affetti da patologie cronico-metaboliche.
E' inoltre importante ricordare che, oltre agli effetti sui sintomi specifici per i quali il trattamento viene richiesto dal proprietario, l'agopuntura apporta, più in generale, un riequilibrio energetico complessivo del paziente che si traduce anche in un migliore stato psico-emotivo dell'animale.

Agopuntura veterinaria: la visita.


Non esistono categorie di pazienti per le quali l'agopuntura è sconsigliata. L'unico limite per l'agopuntore veterinario è la disponibilità del paziente a sottoporsi alle sedute.
Il primo incontro con un nuovo paziente può avere una durata variabile da 1 fino anche a 2 ore. Questi tempi sono necessari per impostare una corretta visita secondo i dettami della Medicina Tradizionale Cinese, per valutare scrupolosamente la cartella clinica e, non ultimo, per la necessità di stabilire con l'animale un rapporto di tranquillità e fiducia che consenta l'apposizione degli aghi. L'inserimento dell'ago causa un piccolo fastidio, della durata di qualche millesimo di secondo, sicuramente inferiore a quello provocato da una normale iniezione sottocutanea. La durata delle sedute varia da 20-30'. Durante la seduta l'animale è libero di muoversi senza limitazioni, sebbene nella maggior parte dei casi tenda a prevalere un senso di rilassamento. E' cura, dunque, del veterinario mettere a proprio agio il paziente e rendere la seduta rassicurante, magari offrendo un piccolo premio al suo termine. Il tipo di patologia e la risposta del paziente condizionano la durata della terapia e la frequenza delle sedute, normalmente 1 o 2 settimanali nella prima fase della terapia per poi diradare, fino alla sospensione.

Agopuntura veterinaria: competenza dell'operatore.


La legislazione italiana sancisce che l'agopuntura debba essere praticata da un medico. Nell'interesse del paziente è indispensabile che si tratti di uno specialista esperto di agopuntura, il cui percorso formativo sia chiaro, documentabile e rispondente a precisi criteri valutativi. E' opportuno precisare che sebbene priva d'effetti collaterali una diagnosi non corretta o la non adeguata scelta dei punti può, comunque, rivelarsi controproducente per i nostri pazienti.

Agopuntura veterinaria: una scelta possibile ed utile.


Riepilogando, la scelta dell'agopuntura tradizionale si contraddistingue per alcuni elementi particolari, tra cui:

* la possibilità di operare all'interno di un campo di applicazione piuttosto ampio;
* una disponibilità a collaborare da parte del proprietario con il medico veterinario competente;
* un approccio terapeutico che sposta l'attenzione dal sintomo al paziente nella sua totalità.

E' bene sottolineare, però, che il ricorso all'agopuntura non deve escludere la possibilità di impiego di altre pratiche terapeutiche. Al contrario, essa rappresenta uno strumento aggiuntivo per il mondo veterinario nell'obiettivo di promuovere un pieno benessere dei pazienti grazie ad una più piena integrazione dei diversi sistemi di intervento che le conoscenze mettono, oggi, a disposizione. Come per le altre pratiche terapeutiche, però, la scelta dell'agopuntura non può che essere affidata ad una pianificazione condivisa dell'intervento di cura tra il proprietario ed il medico veterinario, nell'interesse del paziente e della sua qualità di vita.

fonte: www.difossombrone.it

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